Data  11/2/2021 2:01:50 AM | Sezione Varie Varie

LA DIRPUBBLICA ORGANIZZA UNA NUOVA RACCOLTA FONDI A SOSTEGNO DELL’AZIONE SMART-WORKING.


L'avv. Medici in LA CRITICA del 20/10/2021
L'avv. Medici in LA CRITICA del 20/10/2021

La Federazione DIRPUBBLICA chiede il sostegno economico e la condivisione politica al contenzioso promosso di fronte al TAR Lazio contro gli atti che dispongono il divieto di lavoro agile per i Colleghi che non possiedono la tessera verde sanitaria, chiamata “green pass”. Pubblichiamo il regolamento.




Come annunciato dall’avv. Carmine Medici, durante la trasmissione LA CRITICA del 20/10/2021 (vedi: https://www.dirpubblica.it/contents.aspx?id=4266 e https://www.dirpubblica.it/contents.aspx?id=4268), la Federazione DIRPUBBLICA ha presentato ricorso al TAR Lazio contro il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro della funzione pubblica (e relativi dicasteri) per l’annullamento, previa sospensiva:

1.            – Del § 1.1. delle “Linee guida in materia di condotta delle pubbliche amministrazioni per l’applicazione della disciplina in materia di obbligo di possesso e di esibizione della certificazione verde Covid-19 da parte del personale”, adottate con d.P.C.M. del 12 ottobre 2021, nella parte in cui stabilisce che «non è consentito in alcun modo, in quanto elusivo del[l’]obbligo [di possedere ed esibire il «certificato verde Covid-19»: n.d.r.], individuare i lavoratori da adibire al lavoro agile sulla base del mancato possesso di tale certificazione», e nella parte in cui stabilisce che «il lavoratore che dichiari il possesso della predetta certificazione, ma non sia in grado di esibirla, deve essere considerato assente ingiustificato e non può in alcun modo essere adibito a modalità di lavoro agile»;

2.            – del § 1.2., sub b), delle suddette “Linee guida”, nella parte in cui stabilisce che, in caso di accertamento svolto dopo l’accesso alla sede, a tappeto o a campione, il lavoratore che risulti sprovvisto di «certificato verde Covid-19» «sia adibito a lavoro agile in sostituzione della prestazione non eseguibile in presenza»;

3.            - del d.P.C.M. 23 settembre 2021, nella parte in cui, dopo aver stabilito all’art. 1, co. 1, che «a decorrere dal 15 ottobre 2021 la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, è quella svolta in presenza», non prevede, al co. 2, che «nell’attuazione di quanto stabilito al comma 1» le suddette amministrazioni assicurino il collocamento in modalità di lavoro agile dei dipendenti che siano sprovvisti di certificazione verde Covid-19 per aver scelto di non aderire alla campagna vaccinale;

4.            - dell’art. 1, co. 3, del D.M. 8 ottobre 2021, nella parte in cui, nel consentire tutt’ora il ricorso al lavoro agile nel rispetto di talune «condizionalità», non prevede la possibilità di autorizzare l’adibizione al lavoro agile dei dipendenti che siano sprovvisti di certificazione verde Covid-19 per aver scelto di non aderire alla campagna vaccinale.

5.            – di ogni altro atto e/o provvedimento preordinato, conseguente e connesso, ivi e per quanto lesivo degli interessi collettivi di cui la ricorrente costituisce ente esponenziale.

È stata chiesta, altresì, ritenuta la rilevanza e la non manifesta infondatezza della questione, la sospensione del giudizio e la trasmissione degli atti alla Corte costituzionale ai sensi della legge n. 87 del 1953.

Questa è la prima azione che DIRPUBBLICA, conseguentemente alle decisioni prese durante la video-assemblea nazionale del 28/09/2021 (vedi: https://www.dirpubblica.it/contents.aspx?id=4260) ha posto in campo contro tutto un sistema di gestione della pandemia, oppressivo, dispotico e dittatorio, comunque inaudito nel mondo del lavoro. Si tratta di un’iniziativa, cui ne seguiranno altre, tesa a difendere la dignità di ogni lavoratore soggetto a esclusioni e discriminazioni evidenti e, in tale grande contenitore, a custodire l’esercizio di quel “servizio esclusivo alla Nazione” che il primo comma dell’articolo 98 della Costituzione assegna, per garantire il Bene Comune, ad ogni pubblico impiegato.

Questo, si diceva, è il primo passo che, in quanto tale, non sappiamo se ci porterà dove vorremmo (nella riconquistata, piena e libera cittadinanza nella Repubblica fondata sul Lavoro), ma che sicuramente ci toglie da dove siamo: la sudditanza dello schiavo, solo, diviso, discriminato, che non dà e non riceve solidarietà. È un’azione, quindi, intrepida e audace, che cade in un momento particolare in cui i poteri dello Stato, non più divisi, sembrano saldati in unico, assoluto, assetto istituzionale.

In tali condizioni, un’azione del genere può essere promossa, condotta e proseguita solamente se si mettono in comune le risorse economiche, considerati i costi derivanti dagli oneri professionali e dalle imprevedibili “sanzioni” per condanna alle spese. Una condivisione economica serve, anche, a misurare il consenso alle concezioni ideologiche di DIRPUBBLICA.

Per tutti questi motivi, la Federazione DIRPUBBLICA organizza una nuova raccolta fondi con il seguente regolamento:

Articolo 1 - SOTTOSCRIZIONI -

a)       È aperta una sottoscrizione per il conseguimento di un importo complessivo di almeno € 7.000,00 (settemila/00) per la gestione, in primo grado, del contenzioso contro gli atti che dispongono il divieto di lavoro agile (detto: smart working) per i Colleghi non in possesso della tessera verde sanitaria, chiamata “green pass”.

b)      Le quote sono libere, quelle pari o superiori a € 200,00 (duecento/00) saranno considerate: per il 50% in copertura delle spese legali e per il restante 50% in copertura di un’eventuale condanna alle spese. Qualora non si configurasse alcuna condanna alle spese, la relativa parte di quota, come sopra considerata, sarà rimborsata al sostenitore, dietro sua richiesta.

Articolo 2 - AVVIO DELL’AZIONE -

a)       In considerazione della ristrettezza dei termini, DIRPUBBLICA ha già avviato l’azione, salvo ritirarla qualora non dovesse ottenere il necessario finanziamento; in tal caso DIRPUBBLICA s’impegna formalmente a rimborsare le quote versate di importo netto pari almeno a € 50,00 (cinquanta/00).

Articolo 3 - VERSAMENTI -

a)       I versamenti potranno essere effettuati attraverso un bonifico bancario ovvero con carta di credito, cliccando su https://www.dirpubblica.it/Sondaggio.aspx e seguendo le relative istruzioni. Nelle motivazioni sarà sufficiente indicare NUOVA RACCOLTA FONDI DEL 02/11/2021.

Articolo 4 - RIMBORSI -

a)       Nei casi previsti dagli articoli precedenti, DIRPUBBLICA restituirà i versamenti, al netto degli oneri bancari (nel caso di PayPal), pari o superiori a € 50,00 (cinquanta/00).

b)      Tutte le somme rimborsabili dovranno essere richieste a DIRPUBBLICA, attraverso una semplice email a sede@dirpubblica.it entro e non oltre trenta giorni dall’avvenuta pubblicazione sul sito istituzionale www.dirpubblica.it della causa generante il diritto al rimborso (mancata condanna alle spese di cui alla lett. B dell’articolo 1 o rinuncia all’azione di cui all’articolo 2).

c)       I rimborsi saranno effettuati entro dieci giorni dalla richiesta.

d)      Gli importi non rimborsabili o quelli di cui non sarà richiesto il rimborso, saranno destinati ad un apposito fondo per il sostegno dell’attività contenziosa della Federazione DIRPUBBLICA.

Articolo 5 - RISERVATEZZA DEI DATI -

a)       DIRPUBBLICA da formale garanzia sulla riservatezza dei dati ricevuti che saranno utilizzati solo ai fini interni e per la restituzione delle somme.

Articolo 6 - INIZIO E TERMINE DELLE SOTTOSCRIZIONI -

a)       La raccolta fondi ha inizio in data odierna e terminerà alle ore 24.00 di martedì 16 novembre 2021.

b)      Decorso il termine di cui alla lettera precedente, la Segreteria DIRPUBBLICA si riserva di riaprire la raccolta fondi a seconda degli esiti delle varie fasi del processo e non oltre la pronuncia di primo grado.

c)       Per l’eventuale prosecuzione del contenzioso in appello, sarà bandita una nuova raccolta fondi.

Allegati:

Download   20211102_Regolamento-raccolta-fondi.pdf

(Regolamento Raccolta Fondi Azione Smart Working - 191.1Kb)



Tags TAR Lazio, ricorso, regolamento, raccolta fondi, smart working