Data  8/15/2021 12:23:51 PM | Sezione Varie Varie

“FASCISTA” E “FROCIO”: DUE ETICHETTE DI MODA NEL SECONDO DOPOGUERRA!


Attenti al boa ... è in giro!
Attenti al boa ... è in giro!

Il Segretario Generale della Federazione DIRPUBBLICA, come di consueto, insieme agli auguri di Buon Ferragosto, si sofferma su fatti e situazioni antichi, ma collegati all’attualità, invitandoci alla riflessione in un momento in cui è in atto un grandioso giro di boa (dove il boa è un serpente).




FINE GIORNATA

È LA RUBRICA CON LA QUALE IL SEGRETARIO GENERALE

DIRPUBBLICA COLLOQUIA PERIODICAMENTE CON I COLLEGHI

E I SIMPATIZZANTI DEL SINDACATO,

CHE HANNO RITENUTO D’ISCRIVERSI ALLA SUA

“MAILING-LIST” PERSONALE,

RACCONTANDO E COMMENTANDO FATTI E NOVITÀ RACCOLTI

NELL’ARCO DI UN DETERMINATO PERIODO O, APPUNTO,

A ...... “FINE GIORNATA”.

 

Domenica 15 agosto 2021

BuonFerragosto

Riflessioni e Auguri

 

 

Il giro del “boa”!

Carissimi,

quando ero un alunno delle medie, mi imbattei in quello che potrei definire un problema sociale: un compagno della mia classe (oggi non so dire se a torto o a ragione) aveva conquistato una nomea infamante, legata alle sue presunte tendenze sessuali (i maschi più maliziosi riferivano di sordidi episodi capitati nei bagni della scuola). Ovviamente, non avevo alcuna contezza di certi fatti, ma una cosa era evidente: a questo sfortunato compagno era stata appiccicata un’etichetta (allora) ignobile e vergognosa: “frocio”. Questa creatura stava in disparte, refrattaria e quasi abituata a ferite apparentemente indolori. Io pensavo che i professori rappresentassero il diritto nella scuola e che il loro compito fosse quello di proteggerci; da molti, invece, la questione non veniva affatto affrontata, nonostante l’evidenza dei soprusi; altri partecipavano al dileggio provocando fragorose risate ai danni della vittima (ripeto, apparentemente insensibile). Una volta accadde un episodio che fu per me l’occasione per intervenire: il nostro compagno, all’uscita dalla scuola, fu condotto da quelli delle classi superiori in un portone (e mi avevano detto cosa sarebbe accaduto là dentro). Allora presi una decisione difficile, quanto disperata! Dovete sapere che in quegli anni a Viterbo era giunta una comunità giuliana, profughi dall’Istria, tutti in possesso di un’altra etichetta (di cui percepivo l’infamità, ma non il significato): “fascista”. Ebbene la nostra preside, un personaggio di pietra, di pochissime parole, terribile, capace di rimedi estremi (allora ammessi nella scuola), cui nessuno osava rivolgere una benché minima osservazione, era una di loro! Poiché, per lei, la scuola non chiudeva mai, decisi di andare subito a parlarle. Mi presentai al bidello affinché mi introducesse dalla sig.ra Preside; mi rispose che ero pazzo e che dovevo andarmene. In risposta andai di fronte alla porta e cominciai a bussare forte, nonostante il bidello mi avesse afferrato con l’evidente intenzione di buttarmi fuori! Ma … il gigante aprì la porta, ci guardò entrambi con gli occhi di un’aquila, chiese cosa stesse succedendo ed io riuscii a dirle che Marcello era in pericolo. Il bidello, tremante mi mollò, la Preside, allora, dopo avermi ascoltato, mi afferrò per un polso (temetti una frattura) ed insieme andammo nel portone della casa di fronte (poco ci è mancato che lo abbattesse) e colse tutti in flagranza di reato. Questa volta, finalmente, Marcello scoppiò in lacrime. Immaginate cosa accadde poi. Vi dico solo che nei giorni successivi, madri e padri di miei compagni di scuola, stavano in fila per essere ricevuti dalla Preside; fioccarono le sospensioni, ma anche (io penso) i provvedimenti disciplinari a carico dei docenti. Ricordo solo che la supplente di matematica, che tanto si divertiva in classe, batté dalla rabbia la sua borsetta sul tavolo del bidello, all’uscita dalla presidenza. A me cosa successe? Una cosa più onorevole dell’emarginazione: mi crocchiarono di botte! La donna di pietra aveva dimostrato di avere un cuore di carne; si restaurò il diritto in classe, un diritto subìto, gelato e non condiviso, ma sempre un diritto.

 

Be’ … che c’entra con noi, mi direte! Cosa vuoi dirci?

 

“C’entra perché ce cape”, dicono a Roma.

 

Buon Ferragosto a tutti!

 

Vostro, Giancarlo Barra

Allegati:

Download   20210815_Fine_Giornata.pdf

(FINE GIORNATA DEL 15/08/2021 - 207.1Kb)



Tags Fascista, frocio, giro di boa, riflessioni