Data  3/14/2020 1:59:40 PM | Sezione PCM PCM

EVITIAMO IL CAOS AMMINISTRATIVO - DIRPUBBLICA SCRIVE AL GOVERNO.


Il caos applicativo.
Il caos applicativo.

La DIRPUBBLICA, sostanzialmente, chiede al Governo 2 cose: la sospensione di tutti i procedimenti amministrativi e contenziosi, con i relativi termini; la chiusura totale di tutti quegli uffici pubblici che non eroghino servizi essenziali o esercitino funzioni assolutamente indefettibili per il funzionamento dello Stato. Leggiamo il documento.




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Roma, 14 marzo 2020

Al Presidente del Consiglio dei Ministri (prof. avv. Giuseppe Conte) - presidente@pec.governo.it -

Al Ministro dell’Economia e delle Finanze

(on. prof. Roberto Gualtieri) - mef@pec.mef.gov.it -

 

Al Ministro della Salute

(on. Roberto Speranza) - seggen@postacert.sanita.it -

 

Al Ministro per la Pubblica Amministrazione

(on. Fabiana Dadone) -

 - protocollo_dfp@mailbox.governo.it -

 

Al Capo del Dipartimento della Protezione Civile

(dott. Angelo Borrelli)

protezionecivile@pec.governo.it -

 

 

Oggetto: stato d’emergenza coronavirus.

            Ill.mo sig. Presidente del Consiglio dei Ministri,

Ill.mi sig.ri Ministri,

Ill.mo sig. Capo del Dipartimento della Protezione Civile,

 

giungono a questa Organizzazione Sindacale frequenti segnalazioni di estemporanei provvedimenti di Uffici pubblici, impiegati in sede locale e senza alcuna omogeneità, in merito ai corretti comportamenti che si dovrebbero adottare in contrasto dell’epidemia in atto.  Disarmonie e lentezze riguardano sia la chiusura di Uffici della medesima tipologia e Amministrazione, sia la messa in pratica del cosiddetto smart working (lavoro agile), tanto da farci temere l’insorgenza di un pericoloso caos nel cuore delle istituzioni.

Abbiamo esaminato la numerosa normativa, in materia, emanata dal 31 gennaio in poi dell’anno in corso con la quale, da una parte (con la dichiarazione dello “stato d’emergenza nazionale per rischio sanitario”) si avverte l’esigenza di garantire (con l’affidamento alla Protezione Civile di particolari poteri d’ordinanza) interventi immediati, straordinari e coordinati (per l’appunto) a livello nazionale; dall’altra (art. 1, co. 6 del D.P.C.M. 11/03/2020) si delegano le Amministrazioni ad individuare “le attività indifferibili da rendere in presenza”, al fine della permanenza fisica degli impiegati negli uffici pubblici e all’apertura al pubblico degli stessi.

In realtà, poco si chiarisce in riferimento a quanto già in atto nelle singole amministrazioni, non impartendo più risolute disposizioni in merito a quali siano i “servizi essenziali e indefettibili”, lasciando invece l’unico riferimento alla condizione vaga di “indifferibilità”, criterio che può ben essere legato alla mera scadenza di termini amministrativi. Così facendo, si obbligano molti soggetti a frequentare ugualmente le sedi lavorative per funzioni non essenziali, con la conseguenza di rischiare comunque la maggior propagazione del contagio, anche per un criterio di minima necessaria turnazione.

Fa specie, peraltro, che un tale esercizio di definizione di dettaglio sia stato fatto, invece, negli allegati allo stesso D.P.C.M. per le categorie private.

Tanto premesso, questa Organizzazione sindacale chiede che il Governo nazionale si assuma l’onere di provvedere, in maniera univoca e coerente, ad emettere due tipi di provvedimenti:

1.      la sospensione di tutti i procedimenti amministrativi e contenziosi, con i relativi termini;

2.      chiusura totale di tutti quegli uffici pubblici che non eroghino servizi essenziali o esercitino funzioni assolutamente indefettibili per il funzionamento dello Stato.

Posto che l’attività prettamente giudiziaria è già sospesa, il primo tipo di atti è atteso da decine di migliaia di utenti della Pubblica Amministrazione e (in particolar modo) dai professionisti, costretti comunque a relazionarsi con gli uffici per tutelare gli interessi dei propri clienti in trattative non sempre espletabili a distanza. Parimenti dicasi per tutti i pubblici impiegati, costretti, per non incorrere in responsabilità o provvedimenti disciplinari, ad osservare scadenze e ad attivare procedure, che spesso coinvolgono operatori di Enti diversi fra loro (come può accadere ai postini notificatori di atti giudiziari, ai messi comunali e via dicendo).

Con la seconda disposizione, l’Autorità di Governo potrebbe (in modo univoco e a livello nazionale) incentivare, ancor più, i servizi on line, stabilire e applicare lo smart working, laddove possibile. A tale ultimo fine si deve considerare che l’attuale calamità non ha concesso alle Amministrazioni di organizzarsi adeguatamente rispetto ai mezzi tecnici richiesti dal, più volte nominato smart working.

La Federazione Dirpubblica si rende conto che, proprio nei momenti di emergenza, la presenza degli Apparati pubblici sia essenziale al normale proseguimento della vita civile; com’è sempre storicamente avvenuto fin dal drammatico 8 settembre 1943, quando mancò lo Stato ma non la Pubblica Amministrazione. Tuttavia, ci sono circostanze che richiedono un atteggiamento basato sulla prudenza, il buon senso e l’interesse superiore, a tutela della vita umana.

Diversamente, si farebbe fatica a comprendere il martellante monito “State a casa!” della comunicazione istituzionale, quando le cautele adottate sembrano riguardare soltanto altre categorie di lavoratori (baristi, ristoratori, parrucchieri, pasticceri, estetisti, insegnanti e scolari e quant’altri), ma non i diretti appartenenti alle stesse Istituzioni. Questi ultimi, tra l’altro, avendo un’età media notoriamente elevata, potrebbero rappresentare una categoria meno resiliente al virus.

Tanto si propone, confidando nel buon senso, ma anche nella risoluta e determinata direzione intrapresa da codesto Esecutivo a tutela della Salute pubblica.

Cordiali saluti.

 

                                                                                               Giancarlo Barra

Allegati:

Download   20200314_a_Governo_emergenza-COVID19.pdf

(La lettera DIRPUBBLICA al Governo - 184.6Kb)

Download   20200317_da_GU-70_DL18_coronavirus.pdf

(Gazzetta Ufficiale 70 del 17/03/2020, pubblicazione DL 18 - 3004.3Kb)



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