Data  24/08/2026 10:01:16 | Sezione Ambasciate e Consolati Ambasciate e Consolati

LETTERA APERTA A MAURIZIO LANDINI: CORTOCIRCUITO DELLE RELAZIONI SINDACALI E DIFESA DEL PLURALISMO



Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta inviata da Giancarlo Barra, Segretario Generale della DIRPUBBLICA, a Maurizio Landini: un documento che ricostruisce le tensioni sindacali esplose a Stoccarda e in altri uffici pubblici, denunciando un cortocircuito istituzionale e rilanciando il tema della tutela del pluralismo nel Pubblico Impiego.




NOTA INFORMATIVA E LEGALE ALLA PUBBLICAZIONE

(Ai sensi dell’art. 21 della Costituzione Italiana, del D.Lgs. 196/2003 e del Regolamento UE 2016/679 – GDPR)

La presente pubblicazione costituisce legittimo esercizio del diritto di cronaca e di critica sindacale, nonché espressione della libertà di manifestazione del pensiero costituzionalmente garantita. Essa avviene nel rispetto dei principi di liceità, correttezza e trasparenza previsti dalla normativa vigente in materia di protezione dei dati personali e si fonda, ai sensi dell’art. 6, paragrafo 1, lettera f) del Regolamento UE 2016/679, sul perseguimento del legittimo interesse del titolare del trattamento e della collettività dei lavoratori, interesse che non risulta in alcun modo prevalso da diritti o libertà fondamentali degli interessati.

Tutti gli atti e i documenti allegati alla presente lettera aperta sono in possesso della Federazione DIRPUBBLICA in modo perfettamente lecito e trasparente. La documentazione relativa al Consolato Generale d’Italia a Stoccarda proviene da formale istanza di accesso agli atti ai sensi della Legge n. 241/1990; gli atti relativi alla Dogana di Genova derivano da risultanze della Polizia Giudiziaria regolarmente depositate; il documento relativo all’Ente della Campania è stato consegnato direttamente alla Segreteria Generale dalla persona coinvolta nella segnalazione.

La pubblicazione risponde a un oggettivo e prevalente interesse pubblico e sindacale, connesso alla trasparenza delle relazioni sindacali, alla terzietà dell’Amministrazione e alla tutela della dignità dei rappresentanti dei lavoratori. Nel pieno rispetto del principio di minimizzazione dei dati, la Federazione DIRPUBBLICA ha provveduto a oscurare preventivamente tutti i dati personali eccedenti, mantenendo visibili esclusivamente i nominativi e le cariche dei soggetti che hanno sottoscritto atti formali nell’esercizio delle loro funzioni pubbliche o di rappresentanza.

La Federazione DIRPUBBLICA provvederà a comunicare la presente pubblicazione, tramite posta elettronica certificata, alle Organizzazioni sindacali che hanno sottoscritto gli atti richiamati, affinché ne abbiano piena conoscenza e possano prendere visione del materiale documentale reso disponibile.

La presente pubblicazione è finalizzata esclusivamente alla tutela del pluralismo sindacale e alla trasparenza delle relazioni istituzionali, nel pieno rispetto dei principi costituzionali e dell’Ordinamento vigente.

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OGGETTO: Lettera aperta a Maurizio Landini – Iniziativa di politica generale sulla deriva delle relazioni sindacali e la torsione del pluralismo in Italia.

Caro Maurizio,

Ti scrivo non in quanto Segretario Generale della CGIL, ma nella Tua qualità più alta e più impegnativa: quella di punto di riferimento simbolico del sindacalismo confederale italiano, figura che incarna una storia, una tradizione e una responsabilità che vanno ben oltre i confini della Tua Organizzazione.

Io sono il Segretario Generale della DIRPUBBLICA – Federazione del Pubblico Impiego – una realtà sindacale piccola nelle dimensioni ma antica nella sua dignità, che esercita la propria funzione in autonomia e sovranità, con pari diritto di parola e pari responsabilità delle Centrali Sindacali più vaste.

Mi rivolgo a Te perché ciò che sta accadendo non riguarda una singola sede di lavoro, né un singolo dipendente, neppure una singola sigla sindacale, ma investe il sistema sindacale nel suo complesso e la sua capacità di restare fedele ai principi che lo hanno fondato.

Negli ultimi mesi, presso il Consolato Generale d’Italia a Stoccarda, si è verificata una dinamica che non può essere considerata un incidente locale. Quattro sigle sindacali “rappresentative”, dotate di ogni guarentigia e di ogni potere contrattuale — FP CGIL, UILPA, UNSA e SNDMAE — hanno ritenuto di rivolgersi all’Amministrazione degli Affari Esteri per segnalare la presenza di un sindacato considerato “non rappresentativo” - la DIRPUBBLICA - accusandolo di turbare il sereno andamento del lavoro e delle relazioni sindacali.

Già a questo punto emergono forti contraddizioni, dato che non mi risulta che la funzione sindacale sia quella di mantenere inalterato lo status quo o, peggio, il “quieto vivere”. La dialettica sindacale non è un ornamento della serenità, ma la sua “condizione di possibilità”, l’unico mezzo, cioè, che permette a una vera Pace sociale di realizzarsi.

Dette rappresentanze sindacali non si sono rivolte a noi, attivando la fisiologia del Sistema, ma hanno scelto la via verticale della denuncia all’Amministrazione.

L’Amministrazione, a sua volta… e qui sta il cortocircuito istituzionale… ha accolto quelle segnalazioni, le ha fatte proprie, trasformandole in ammonimenti formali, più o meno bonari, perdendo la terzietà che l’Ordinamento le impone.

Il risultato è stato un rovesciamento dei ruoli: il datore di lavoro, nella fattispecie la Pubblica Amministrazione, anziché garantire la neutralità, è diventato strumento di una dinamica intersindacale; e ben quattro sigle "rappresentative", con un singolare "coraggio", hanno fatto fronte comune per chiedere protezione all'Amministrazione contro un unico sindacato… formalmente qualificato come "non rappresentativo", una definizione smentita dalla giurisprudenza e fermamente respinta da DIRPUBBLICA.

I fatti successivi dimostrano che quelle segnalazioni non sono state un episodio isolato, ma l'anello di una catena: la nostra Sezione estera era già da tempo bersaglio di comportamenti ostili e sistematici da parte dell'Amministrazione, in un clima che lascia chiaramente ipotizzare una pregressa intesa. Non è mia intenzione approfondire qui tali condotte, per le quali risponderà l'Amministrazione nelle sedi opportune, poiché l'oggetto del mio confronto con Te riguarda la responsabilità delle scelte sindacali.

Tuttavia, Maurizio, devi sapere ciò che non dicono chiaramente i “denuncianti”: DIRPUBBLICA, proprio a Stoccarda, ha sollevato questioni di legittimità - l’incompatibilità RSU di un Collega e l’irregolarità della sua designazione a RLS - in modo trasparente, pubblico, documentato, rivolgendosi all’ARAN, informando il Personale, pubblicando tutto sul proprio sito e invitando il Collega interessato a un dibattito aperto. Non abbiamo mai chiesto interventi disciplinari, né sanzioni, né “protezione” amministrativa, ma abbiamo promosso accertamenti di legittimità e trasparenza, senza torsione delle regole.

Di contro, le sigle concorrenti hanno gettato sul tavolo dell'Amministrazione accuse infamanti e surreali contro di noi, parlando persino di “dossieraggio” o di pressioni indebite. Mi auguro sinceramente che i latori di tali gravissimi messaggi abbiano già provveduto a depositare formale esposto presso la Procura della Repubblica competente. Noi, d'altronde, di fronte a condotte di tale gravità, non avremmo esitato un solo istante a investire l'Autorità Giudiziaria. Se non lo hanno fatto, l'Amministrazione si sta prestando a fare da cassa di risonanza a mere calunnie da cortile, prive di qualsiasi riscontro fattuale.

Che questa sia la nostra prassi e la nostra ferma cultura della legalità è dimostrato dai fatti: quando nel 2022, in Liguria, si registrò una dinamica di stile analogo a quella odierna, il rappresentante della FP CGIL, Florindo Iervolino, indirizzò una formale segnalazione verticale al Direttore dell'Ufficio delle Dogane di Genova. In quella nota si invocava l'urgente intervento dell'Amministrazione contro una singola dipendente, rea di aver sollevato legittime denunce formali, accusandola di turbare il “benessere lavorativo” e la “tranquillità ambientale” del reparto.

A seguito di quel grave atto sindacale, che produsse la somministrazione di questionari alterati al Personale per raccogliere informazioni alle spalle della stessa lavoratrice, DIRPUBBLICA non si è rivolta sottobanco al datore di lavoro, ma ha investito direttamente la magistratura penale.

Ciò diede vita al Procedimento penale n. 30749/2023/44 presso la Procura della Repubblica di Genova. E sebbene il procedimento si sia successivamente concluso con un’archiviazione sotto il profilo penale, le indagini — delegate alla Sezione di Polizia Giudiziaria dell'Aliquota Guardia di Finanza — accertarono l'anomalia e l'irregolarità di quelle condotte, evidenziando persino la violazione del diritto d'autore del metodo scientifico utilizzato per la somministrazione di quel questionario. Un fatto di una gravità inaudita, che abbiamo poi portato formalmente all’attenzione della Segretaria Generale della FP CGIL, Serena Sorrentino, con nostra nota del gennaio 2025, rimasta puntualmente senza esito (vedi gli allegati 1 e 2), così come senza risposta sono rimasti i nostri accessi per conoscere i nomi dei responsabili dei procedimenti amministrativi.

La medesima fenomenologia si realizzò anche più recentemente, nel 2024, presso un Ente del Mezzogiorno, dove il rappresentante di un'altra sigla sindacale, Luigi Martinelli della UIL, produsse una formale segnalazione verticale e riservata, indirizzata ai vertici istituzionali, contro un funzionario dell'Amministrazione. Anche in quel caso investimmo della questione il vertice della sigla concorrente, Rita Longobardi, senza esito (vedi gli allegati 3 e 4), sebbene fortunatamente l'organo politico di quell'Ente non avesse dato seguito a sanzioni materiali o ritorsioni.

Questi tre episodi, così distanti nello spazio e nel tempo, mostrano un tratto comune: un “uso intersindacale” della segnalazione verticale, priva di fatti specifici, costruita su insinuazioni, e rivolta non al sindacato interessato ma all’Amministrazione, affinché intervenga contro qualcuno. È un meccanismo che si ripete e che produce effetti, primo fra tutti la deformazione del Sistema.

E qui, Maurizio, emerge una domanda che non possiamo evitare: è il sindacato che si rivolge all’Amministrazione affinché agisca contro qualcuno, oppure è l’Amministrazione che, attraverso relazioni di confidenza e colleganza - come quel “caro Nicola” con cui il rappresentante dei diplomatici ha aperto la sua segnalazione al Capo delle Relazioni Sindacali - commissiona ai sindacati una nota di stampo antico, per avere lo spunto necessario a muoversi contro qualcuno o qualcosa di sgradito? (vedi gli allegati 5 e 6).

È una domanda drammatica, ma necessaria, perché riguarda la salute del Sistema delle Relazioni Sindacali Italiane e la sua capacità di restare fedele ai principi costituzionali di pluralismo, autonomia, dialettica e terzietà. Riguarda anche la credibilità del sindacalismo confederale, il cui patrimonio storico e valoriale non può essere intaccato da condotte territoriali che utilizzino l’Amministrazione come strumento improprio di pressione verso altre sigle, o peggio, si facciano esse stesse strumento di suggestioni deformanti di provenienza datoriale.

Scrivo questa lettera in forma aperta perché la gravità della deriva che ho descritto non ammette zone d'ombra, e Tu possiedi l'esperienza istituzionale per coglierne la portata. Ti sollecito a valutarla non nell'ottica di una singola sigla, ma nella prospettiva della tutela di un patrimonio di libertà sindacale che appartiene all’intero Paese.

DIRPUBBLICA continuerà a esercitare la propria funzione con la dignità che le è propria, senza cedere alla tentazione della polemica e senza rinunciare alla fermezza che l’Ordinamento richiede. Ma ciò che sta accadendo merita una riflessione comune, perché non riguarda solo noi: riguarda tutti.

Con rispetto istituzionale, con pari dignità, e con la responsabilità che deriva dal ruolo che entrambi esercitiamo, Ti affido questa ricostruzione, certo che saprai coglierne la portata.

Roma, 20 agosto 2026

Giancarlo Barra

 

A Maurizio Landini - Segretario Generale della CGIL

Corso d’Italia, 25 – 00198 Roma - segreteria.landini@cgil.it

organizzazione@pec.cgil.it

e p.c.

A Serena Sorrentino - Segretaria Generale FP CGIL

Via Leopoldo Serra, 31 - 00153 Roma (RM) - sorrentino@fpcgil.it

organizzazione@pec.fpcgil.net

A Florindo Iervolino – FP CGIL -

florindo.iervolino@adm.gov.it

A Rita Longobardi - Segretaria Generale UIL FPL -

Via San Crescenziano, 25 - 00199 Roma

segreteria@pec.uilfpl.it

A Luigi Martinelli – Già responsabile Territoriale UIL

FPL NAPOLI E CAMPANIA

napoli.campania@pec.uilfpl.it

A Paolo Imperatori – FP CGIL – Coordinamento Esteri

paolo.imperatori@esteri.itcgil@esteri.it

A Alfredo Di Lorenzo – UIL PA

alfredo.dilorenzo@esteri.ituilpa@esteri.it

A Iris Lauriola – CONFSAL UNSA ESTERI

iris.lauriola@esteri.it - unsa@esteri.it

A Diego Solinas – Già Presidente di SNDMAE

diego.solinas@esteri.it - segreteria@sndmae.it

 

ALLEGATI:

1.      17/11/2022 – Lettera di Florindo Iervolino – CGIL

all’Ufficio di Genova 2 dell’Agenzia delle Dogane;

2.      07/01/2025 – Caso Iervolino – Lettera a Serena Sorrentino – CGIL FP;

3.      12/07/2024 – Lettera di Luigi Martinelli – UIL-FPL;

4.      18/07/2024 – Caso Martinelli – Lettera a Rita Longobardi – UIL-FPL;

5.      21/04/2026 – Lettera di Diego Solinas – SNDMAE;

6.      02/04/2026 – Lettera di Imperatori, Di Lorenzo e Lauriola – CGIL, UIL e UNSA.   

Allegati:

Download   20260820_a_Landini_Letteraperta.pdf

(Lettera a Maurizio Landini - 342,6Kb)

Download   20260402_da_CGIL-UILPA-UNSA.pdf

(Segnalazione CGIL UIL UNSA - 1521,6Kb)

Download   20260421_da_SNDMAE.pdf

(Segnalazione SNDMAE - 796,2Kb)

Download   20221117_da_Iervolino.pdf

(Iervolino CGIL Dogana Genova - 562,4Kb)

Download   20250107_a_Sorrentino-CGIL.pdf

(Sorrentino CGIL - 227,3Kb)

Download   20240712_OSCURATA_da_Martinelli-UIL.pdf

(Martinelli UIL - 2717,7Kb)

Download   20240718OSCURATA_a_Longobardi_UIL.pdf

(Longobardi UIL - 1339,6Kb)



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