Data  4/6/2021 2:29:50 AM | Sezione Varie Varie

UN ANNO FA MORIVA GAETANO MAURO, LA TESTA E IL CUORE DI DIRPUBBLICA.


11 febbraio 2020 Gaetano Mauro nella battaglia per gli idonei.
11 febbraio 2020 Gaetano Mauro nella battaglia per gli idonei.

Alle 07.00 del mattino di un anno fa, la voce di un Collega avvisava tutti gli amici in attesa di notizie: “Gaetano non c’è più”. Finivano così le ottimistiche aspettative delle ore precedenti, alimentate da bollettini con i quali si alternavano sempre meno timori e sempre più speranze; poi il taglio rapido del rasoio: “Gaetano non c’è più”!




E non c’è più alito per un lamento, il battito si arresta per un momento, lo sguardo si spegne senza lagrime, resta solo lo smarrimento, il senso del deserto: “Come faremo”! Il Covid ha morso la Testa e il Cuore di DIRPUBBLICA, ma non era quello l’ultimo atto di vita. Il Pensiero di Gaetano ha continuato ad alimentare l’azione del suo Sindacato, quell’agire coraggioso e scomodo, controcorrente e fiero, dalla parte dei deboli, degli ostracizzati, dei demansionati, dei puniti, dei licenziati, degli sconfitti a causa della libertà d’azione e dell’onestà di scelta, sempre, comunque, subito, a spada tratta! E poi il pensiero politico, l’idea caparbia di un partito, DEMOS, che sorgesse dalla parte sana del Paese; la visione della confluenza delle competenze professionali del pubblico impiego con le virtù costituzionali di cui Esso è custode, per legge e per antonomasia. Ma non poteva essere sufficiente, il Suo pensiero traboccava da DIRPUBBLICA, non solo in politica, ma anche nel sociale e così nacque APPLET e fece la sostanza di DIRPUBBLICA, da una che era, trina. Il pensiero, il libero arbitrio del suo concittadino e modello, Giordano Bruno, fermo fino alle estreme conseguenze, gli conferiva il coraggio di affrontare i prepotenti e di smascherare, pubblicamente e a tu per tu, le loro debolezze. “Se uno pensa - diceva sempre - alla fine non può che fare bene” … perché … “chi fa o male fa ‘na sola pensata”. Era forte come un Cesare ed è forte, viva e vitale in tutti noi la sua memoria; parafrasando Antonio possiamo dire: “abbiamo trovata nei suoi scaffali una pergamena con il suo sigillo, il suo testamento”. Ed è questo il suo testamento: “con i frutti del mio sacrificio, governate il Paese che ho tanto amato”!



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