dal
dirpubblicanews n. 6 del 23 luglio 2005.
P A G I N A 3
DIRPUBBLICA ha già
sollevato, in passato, numerosi problemi
insorti nel nuovo Dicastero delle
Infrastrutture e Trasporti,
per la fusione dei due Ministeri soppressi
nel 2001: (ex LL.PP. ed ex Trasporti). A
tale proposito é il caso di ricordare
che, in questi ultimi anni, tale
Amministrazione ha operato senza un
regolamento definitivo e, quindi, senza
specifici
programmi per le attività degli uffici
(ancora affidati a dirigenti senza
contratto). Questa situazione di
“incertezza”
organizzativa ha creato condizioni di
notevole disagio negli ambienti di lavoro,
perché non ha consentito al personale
di partecipare attivamente al processo di
trasformazione del Ministero, in uno stato
di quasi totale disinformazione
da parte dell’Amministrazione, dei sindacati
e delle RSU non più in carica (dopo quasi
cinque anni dalla fusione e unico
caso su tutto il territorio nazionale). Il
fatto risulta ancora più grave perché non è
stata neanche consentita la partecipazione
dei lavoratori alla tutela della loro salute
psicofisica, come previsto:
dal D. Lgs. 626/94 (mancata elezione di RLS
e mancata individuazione dei preposti,
incertezza sulle responsabilità
assunte dai dirigenti ai fini della
sicurezza …);
dal contratto nazionale (mancata
costituzione dei comitati paritetici per le
pari opportunità e per il mobbing);
dalla Direttiva della Funzione pubblica del
23.04.2004, mirata proprio a garantire il
“benessere organizzativo” negli
ambienti di lavoro.
Ad aumentare il disagio ha, poi, contribuito
la mancata formazione del personale sulle
misure da adottare in presenza
dei rischi trasversali, conseguenti alla
riorganizzazione del Ministero. In relazione
a tali problemi, le dirigenti sindacali
DIRPUBBLICA, arch.
Maria Antonietta De Rossi e arch. Patrizia
Morelli (RLS ancora in carica in assenza
delle dovute
elezioni) hanno ripetutamente segnalato le
possibili condizioni di disagio, connesse ad
una carente struttura organizzativa,
ma non hanno avuto alcuna risposta
esaustiva. Anzi, con il passare del tempo e
forse proprio a causa di tali
segnalazioni, si sono trovate emarginate dal
loro contesto di lavoro, fino al punto di
sospettare una precisa azione di
mobbing nei loro confronti. In particolare
l’arch. De Rossi (collocata in una divisione
ormai “inesistente”) ha effettuato
anche uno sciopero della fame di quindici
giorni, per riuscire ad ottenere un incarico
coerente al suo titolo di studio
e, soprattutto, alla professionalità
specifica acquisita presso
l’Amministrazione. Nel tentativo di
sbloccare tale incresciosa
situazione la
DIRPUBBLICA, dopo aver segnalato il fatto al
Ministro Lunardi, ha chiesto ed ottenuto un
incontro
con il capo del Personale, che si è mostrata
disponibile a trovare una immediata
soluzione al problema. Per continuare,
poi, ad agire in coerenza con l’obiettivo
prioritario del sindacato (di tutela della
dignità professionale), il sindacato
DIRPUBBLICA si
impegna a vigilare sul futuro operato del
Ministero, al fine di salvaguardare le
condizioni di
“benessere organizzativo” non solo dei
propri iscritti ma di tutto il personale in
servizio.